Smart working pro e contro: la mia esperienza…

Ciao a tutti!

Sono rientrata in servizio dopo la maternità a Settembre 2020, in piena seconda ondata pandemica, e per questo motivo la mia azienda ha previsto lo smart working totale.
Se, da un lato è stato un rientro più soft del previsto, dall’altro è stata comunque una bella novità, un nuovo modo di lavorare, con il quale ho dovuto prendere confidenza.

Ad oggi, dopo ormai 7 mesi, posso dire di aver trovato un buon equilibrio tra pro e contro di questo nuovo modello di lavoro che, a mio avviso potrebbe e dovrebbe essere parzialmente mantenuto perchè ha degli indubbi vantaggi per il singolo lavoratore ma anche per la collettività, primo tra tutti la riduzione del traffico, che a Roma è un vero e proprio problema.

La mia opinione Pro e Contro dello Smart Working

I PRO: sono davvero molti a mio avviso e nella mia esperienza:

1. Totale annullamento dei tempi di trasporto. Se, come me vivete in una grande città, sarete d’accordo nell’affermare che azzerare i tempi nel traffico è decisamente un must! Nel mio caso andare o tornare dall’ufficio (che dista circa 5 Km da casa) potrebbe richiedere 15 minuti di macchina senza traffico oppure 45/60 minuti di guida in caso di incidenti, pioggia, chiusure stradali o partite. Per non parlare del problema parcheggi (che fortunatamente non ho) ma che è davvero un’altra perdita di tempo davvero snervante! Ho amici e colleghi che per recarsi in ufficio impiegano quotidianamente più di un ora di trasporti, va da se che annullare questi tempi ha un valore incredibile.

2. Migliore conciliazione dei tempi vita/lavoro. Dover impiegare 1 minuto per “recarsi in ufficio” fa si che tutto il tempo risparmiato lo si possa impiegare proficuamente per fare, durante la settimana, tutte le cose che di solito si rimandano al weekend (lavatrici, pulizie, lavare i pavimenti, ma anche un po’ di sport!). Inoltre se si hanno bambini piccoli la possibilità di lavorare in Smart Working può permetterci di risparmiare in baby sitter (sempre se i bambini ci permettono di lavorare), ore di permesso e giorni di ferie. Per fare un esempio, proprio l’altro giorno dovevo portare G a fare un vaccino, appuntamento alle 11 di mattina. Una cosa che di per se dura, tra attesa pre e post vaccino 30 minuti. Se non fossi stata in Smart Working probabilmente avrei dovuto prendere un giorno di ferie. Non solo per il tempo impiegato per recuperare la bambina dal nido, ma anche perché dopo il vaccino la bambina deve essere monitorata e non può tornare al nido, quindi sarei dovuta rimanere a casa con lei. Grazie allo Smart Working abbiamo risolto tutto in un’oretta e mentre lei giocava in soggiorno, io mi sono rimessa a lavorare ed ho completato i task della giornata.

3. Risparmio oltre che di tempo di soldi! Basti pensare al carburante risparmiato, alle spese per i pranzi fuori, alla baby sitter e volendo anche alla colf (l’oretta di tempo che non trascorro nel traffico la dedico a sistemare casa).

4. Concentrazione: a casa riesco a creare l’ambiente giusto, sia esso assolutamente silenzioso o magari con un sottofondo musicale, adeguato a facilitarmi la concentrazione! Questo a volte non è sempre possibile in ufficio, specialmente se l’ufficio è condiviso con altri colleghi.
Personalmente mi piace un sacco lavorare con un po’ di musica a basso volume in sottofondo e, visto che la bella stagione è arrivata, al sole in giardino

Non è tutto oro quello che luccica! I CONTRO da non sottovalutare (nella mia esperienza)

1. Il rischio principale è quello di non riuscire più a scindere il lavoro dalla vita di casa. Spesso capita che, visto che l’ufficio è a casa, ci si trattenga ben oltre a lavorare (molto più di quanto faremmo se ci recassimo fisicamente in ufficio) e spesso non per una reale necessità, come una scadenza impellente, ma più per convinzione (il più delle volte sbagliata) che così magari domani avrò meno da fare… e si entra in un circolo vizioso e sbagliato in cui non si stacca mai veramente la spina! Lavorare troppo è controproducente per il lavoro stesso, una pessima abitudine (che magari poi i datori di lavoro potrebbero pretendere che mantenessimo pure dopo) e poco rispettoso verso le persone che ci stanno accanto e che trascuriamo.


2. Mancanza di interazioni umane, specie se si vive da soli e delle pause durante il lavoro. In ufficio magari ci concediamo una pausa per un caffè con un collega a casa no. La mancanza di interazione con gli altri fa si che manchi la voglia di sistemarsi. Conosco persone che non solo non ricordano più cosa sia la piastra per capelli ed il trucco, ma che non tolgono il pigiama o la tuta da casa da mesi! Non dico di essere impeccabili… ma nemmeno di essere una “Mafalda appena sveglia”!


3. Distrazioni. Può capitare, a me a volte capita quando eseguo lavori ripetitivi o monotoni, di distrarmi più facilmente per qualcosa che sta fuori posto o per la lavatrice da fare, questo ovviamente non può capitare in ufficio!


4. Condivisione degli spazi con altri smart workers. Anche mio marito lavora spesso da casa e, non avendo una stanza dedicata, entrambi abbiamo allestito i nostri uffici in soggiorno. Questo oltre a creare un caos visivo abbastanza disturbante, rende un po’ complicata la coabitazione del soggiorno quando entrambi siamo al telefono con i colleghi. Per fortuna teams, zoom e gli altri programmi hanno la possibilità di caricare degli sfondi, così uno dei due può trasferirsi in camera o nella cameretta della bambina senza che i colleghi si accorgano del contesto poco professionale!

Queste sono le mie impressioni e la mia esperienza in tema di lavoro da remoto, ma anche tutti quei piccoli accorgimenti che quotidianamente cerco di attuare per vivere l’esperienza nel modo pù sereno ed equilibato possibile!

E voi, cosa ne pensate dello Smart Working? Promosso o bocciato? Fatemi sapere come lo avete vissuto o lo state vivendo!
A presto per nuove chiacchiere insieme!
Stay Tuned!

Triks in questo post:
1. Smart working pro e contro nella mia esperienza;
2. Come mi organizzo per vivere serenamente lo Smart Working

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